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Il capo che non vorresti

Conosco esattamente il capo che mai vorrei avere. Lo conosco perché l’ho già avuto. La sensazione di difficoltà, di incapacità e di inadeguatezza che provavo nel lavorare con lui è ancora vivida.

Potrei soprannominarlo il gabbiano perché, similmente a tali volatili che volano alti per scendere improvvisamente ad afferrare un pesce, lui era solitamente poco rintracciabile per poi comparire all’improvviso e diventare un micro-manager che intende gestire tutte le attività in prima persona o inondando i subordinati di direttive stringenti.

Per giorni non si riusciva a parlare con lui, preso da mille riunioni. Quindi le attività, i problemi e le decisione erano, implicitamente, delegati al sottoscritto. Per quanto possa fare piacere la responsabilità, credo che per una giovane persona agli inizi di carriera sia utile potersi confrontare con un senior per confrontare le idee ed essere rassicurato e supportato. Purtroppo ciò non accadeva e spesso mi sentivo perso nella montagna di attività e nella mancanza di conoscenza “del contorno aziendale†che mi permettesse di prendere le decisioni giuste. Mi sentivo abbandonato e frustrato.

Altri giorni, probabilmente per la disponibilità di tempo era continuamente presente alla mia scrivania. Mi dava la lista delle cose da fare (tipo la lista della spesa che dai al bambino di 13 anni prima di mandarlo al negozio all’angolo), mi diceva a chi telefonare, chi contattare, quale riunione organizzare, le scadenze per ogni attività, mi contestava una forma grammaticale in un documento, ecc. Insomma, mi sentivo trattato come un tredicenne al primo giorno di scuola.

Devo ammettere che solo con il senno futuro, costruito su tanta formazione ed esperienza pratica ho compreso le ragioni dell’incapacità manageriale del mio capo. Tutt’ora ho negli occhi un buon “cattivo esempio” che spero mi aiuti sempre a non imitarlo.

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Comments

Comment from Luca
Time: Maggio 29, 2008, 2:08 am

Nella piccola media impresa Italiana, quanto descritto sopra accade davvero spesso…ed io ci sono ancora dentro dopo un laure un master in gestione d’impresa….bisogna crederci, lo dico a me stesso ed a chi sta leggendo…io credo profondamente che presto arriverà il mio momento di crescita e migliorerò la mia posizione professionale e la mia soddisfazione personale nel lavoro ceratmente cambiando azienda più di una volta se necessario… un saluto

Comment from Reagan
Time: Maggio 29, 2008, 11:35 am

Sono daccordo Luca perchè nella crescita personale-professiona dobbiamo solo credere in noi stessi, quindi investire in conoscenza (le buone letture manageriali sono un ottimo modo) ed applicare le cose per impararle veramente. Poi vedri che qualcuno noterà che lavoriamo con metodo e con struttura e quello sarà un gran momento! Altrimenti cambia azienda perchè non ti merita…un po’ come una donna…

Comment from Claudio Poli
Time: Giugno 29, 2008, 11:55 pm

Nessuno è inutile! Anche un capo non proprio eccezionale ti arricchisce di esperienza che, anche se negativa, ti permette di fare tesoro degli errori.

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